Chi spiega e dialoga, vuol dire che ama.

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Dico sempre ai ragazzi e ai bambini che cerco di aiutare, di ascoltare chi dice loro le cose, e di non avere paura di chi dice, ma di chi non dice.

Perché, aggiungo, se una persona ti dice una cosa, sia essa il papà, la mamma, o un amico, e te lo dice con bontà, significa che ti ama, significa che gli interessi. Chi non dice nulla, invece, ti sta dicendo: di te, non mi importa niente.

A volte ciò che viene detto è scomodo, agli occhi dei nostri bambini, dei nostri ragazzi, perché, magari, sottolinea gli errori.

Ma dico sempre loro: abbiate paura di chi non vi dice niente, nella vita, e non di chi vi dice le cose.

Abbiate paura di chi non vi dice niente, nella vita, perché vuol dire che non gli importa nulla, di voi.

Agli insegnanti voglio dire che possono essere i primi interlocutori dei bambini e ragazzi, nostra assicurazione sul futuro. E voglio dire di assicurarsi di dire le cose con amore. Gli insegnanti dovrebbero sempre immaginarsi di parlare con un proprio figlio, e, se non ne dovessero avere, di immaginarsi come avrebbero voluto i loro genitori avessero parlato con loro. Dal tono della voce può dipendere il successo o l’insuccesso dell’intervento educativo. E dal successo o insuccesso può dipendere un ricordo buono, o amaro. 

Io ho ricordi amarissimi di una mia insegnante delle scuole elementari, e solo da grande ho capito che era una donna molto frustrata e scontenta di ciò che faceva. Ma allora, mi sono sempre chiesto, perché non ha mai cambiato lavoro? Misteri dell’universo…

Cari docenti, dite le cose, ma con amore, con dolcezza. Non siate le persone di cui i bambini e i ragazzi hanno paura, sia perché dicono, sia perché non dicono.

Simone Stabilini

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